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Recensione a L’ultima sillaba del verso di Vincenzo Pardini in Il PIACERE DELLA LETTURA, Inserto del QUOTIDIANO NAZIONALE, Sabato 8 aprile 2017 

DISTACCARSI dagli avvenimenti del nostro tempo e raccontarli, non è impresa facile. Bisogna avere una doppia vista. Cosa che mostra di avere Romano Luperini ne L’ultima sillaba del verso (Mondadori), che fa seguito a La rancura, romanzi complementari (con toni autobiografici), tra conflitti e delusioni generazionali. Il protagonista è Valerio, da poco dimesso dall’ospedale, dove ha dovuto lottare con una terribile malattia. Ma è riemergendo dalle sofferenze, che ha cominciato a vedere il mondo e se stesso in modo nuovo: un uomo solo e ammalato dentro la storia del Novecento. Ai tormenti ideologici e familiari, si aggiungono quelli sentimentali: non è mai riuscito ad avere, come avrebbe desiderato, buoni rapporti con le donne, che pure ha amato, a cominciare dalla madre, signora di altri tempi, ma in sintonia, per la sua saggezza contadina, con quelli moderni. Docente universitario Valerio, nonostante i disagi logistici, vuole vivere in campagna. Ha pochi amici. Il più caro è Massimo, un giovane che lo assiste nei momenti difficili, e col quale si confronta sugli avvenimenti della politica, non solo italiana. Intanto la storia ha avuto come un’accelerazione, cui sembra aver dato l’avvio la caduta del muro di Berlino. Siamo nel 1989, e si susseguono altri eventi. Dalla guerra del Golfo ai movimenti della Pantera dei nostri studenti universitari, poi, cambiamenti politici e inchieste come Mani Pulite. Valerio, queste vicende, più che spiegarle le racconta, le filtra insieme ad amici e familiari. Fra cui un suo fratello di destra; indagato, avrà guai giudiziari, come a suo tempo li ebbe lui, uomo di sinistra degli anni Settanta. Ma adesso, da quanto sta avvenendo in Italia, gli sembra di aver capito che destra e sinistra sono formule astratte, dentro le quali si nascondono individui senza scrupoli, fra questi D’Alema, Berlusconi e, in ultimo, Matteo Renzi. A Valerio altro non resta, allora, che cercare l’amore di una donna. Lo trova in Claudine, una sorta di Silvana Mangano, oscura e misteriosa. Ne escono pagine intense anche sotto il profilo erotico. Sposata, lei non cessa di frequentarlo quando è afflitto dalla malattia. Amore e scrittura, comunque vada, medicano ogni ferita. 

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